CANNES (Francia) - Al grande mercato della televisione di Cannes — detto Mipcom — tutti fanno business, come in tutte le fiere del mondo. Qui si compra e si vende. Si scambiano format di programmi, si esportano fiction, si siglano accordi. E girando per gli stand, parlando con gli esperti del settore, andando a sbirciare tra le case di produzione (ma le grandi major americane fanno le misteriose e tengono segreti come si trattasse di formule nucleari) si riesce ad avere il polso della situazione, a intuire le tendenze. La tv che verrà sarà piena di giochi, che ora si chiamano game show: la base è il quiz attorno al quale si costruisce un vero programma, adatto anche alla prima serata (un esempio classico è «Chi vuol essere milionario?»), con diversi elementi di intrattenimento.
Ma la vera tendenza emersa a Cannes rallegrerà molta gente: i reality show sono al tramonto. Tutti d'accordo: le emittenti italiane e straniere, le società di produzione nostrane e internazionali. Negli Usa pare proprio che nessuno ne voglia più sentir parlare, nel nostro bel paese si va a traino. Fuori moda. Endemol, Magnolia, Rai, Mediaset: nessuno ne ha comprato uno. Del resto la Rai, ora, ha solo «L'isola dei famosi », Mediaset ha cambiato rotta: attualmente non ce n'è neppure uno in onda. A gennaio è previsto il nuovo «Grande fratello», mentre ancora non ha una data la seconda edizione de «La pupa e il secchione». Basta. L'unico reality di cui si chiacchiera sulla Costa Azzurra è «When women rule the world» (Quando le donne comandano il mondo) ed è talmente elaborato che sembra una fiction: dieci donne su un'isola devono riorganizzare una nuova società e gli uomini sono loro schiavi. Nessuno per ora l'ha acquistato in Italia e ci sono pochissime possibilità che questo avvenga. Insomma basta trasgressioni, eccessi.
La sensazione è che ci sia un ritorno al passato inteso come semplicità, tradizione, garbo. Nulla di rissoso, di urlato. Ma certo neanche niente di nuovo. Del resto anche la televisione non si sottrae a cicli e ricicli. Dunque riemergono domande e risposte, scommesse, sfide; e la musica ritorna protagonista. Tutti generi che Endemol, ormai un vero colosso (e si capisce pure dalla grandezza dello stand), si è aggiudicato. Poi si vedrà chi sarà il miglior offerente: se Rai, Mediaset o La7. Marco Tombolini, direttore intrattenimento di Endemol Italia, ha un grande fiuto. Gira, tratta e acquista. «No, non ho comprato neppure un reality — conferma — tutti game show. C'è un ritorno alla tv tradizionale». Quello che lui definisce un colpaccio è il format «Amnesia ». Andrà in onda a dicembre su Nbc, ma tutti già ne parlano: un gioco basato sui veri ricordi personali della vita privata del concorrente (esempio: com'eri vestito il giorno della laurea?). Dettagli che naturalmente la produzione acquisirà dalla famiglia del concorrente stesso, il quale potrà verificare il suo stato di memoria.
Altro format che punta su parenti, amici e vita privata è «This is your life », un vecchissimo programma inglese, addirittura radiofonico, che «rappresenta davvero la tv vecchio stile» spiega Tombolini. È molto simile a «Serata d'onore» che condusse Baudo nell'84: una trasmissione che metteva al centro una star per raccontare nel dettaglio tutte le tappe della sua carriera. Se non è revival questo... E anche in Usa andrà in onda in grande stile con star hollywoodiane. Lustrini e paillettes pure per «Singing bee» lo show inglese che Variety ha definito il più bello dell'estate. In onda sull'americana Nbc, «Singing bee» è stato un successo strepitoso. L'importante non è saper cantare bene (sono ammessi pure gli stonati) ma conoscere esattamente i testi delle canzoni e proseguire la performance con tono e ritmo anche quando smette la musica. Pure questo acquistato da Endemol. Come pure due classici quiz, perfetti per il preserale di Raiuno o Canale 5: «Duel» e «Fifty fifty». Magnolia invece ha puntato tutto sulla fiction come genere del futuro ed è rimasta attratta dal mercato argentino che una volta produceva solo soap opera piuttosto cheap, ora il livello qualitativo è cresciuto e ci sono veri e propri sceneggiati che meritano di essere esportati. Ed esportate sono pure le fiction italiane. La Rai è orgogliosa di aver venduto molto bene «Caravaggio» (Giappone, Messico, Russia); «Guerra e pace» (India), come pure «Capri» e «Capri 2» (ancora in produzione) che sono diventate una vera promozione turistica per l'isola e la costiera amalfitana.
Adesso sì che posso rompere il "silenzio stampa"..
Questa mattina alle ore 12 ho sostenuto nuovamente l'esame negatomi prima delle ferie e di cui ho scritto al post del 20 luglio.
Pur non essendo uno che sbandiera i propri risultati, permettetemi di urlare dal mio piccolo pulpito cibernetico: 30.
Spero di riuscire ora ad aggiornare il blog con maggiore frequenza!
Al prossimo post...
Dedica al minchione:
Razza di bastardo, chi è adesso quello che "non conosce il diritto penale"???
Anche oggi eri in aula e per un soffio non mi sei ricapitato come esaminatore (grazie a Dio)... sono stato interrogato a circa 50cm da te... che goduria...
Continua pure a far impazzire (ed incazzare) noi studenti... tanto merda sei e merda rimani.
- Io -
Finalmente sono arrivate: da lunedì e per tre settimane.. ferie!
Mi trasferisco come ogni anno nella "seconda casa marittima" di famiglia nell'amata Sicilia.. e sinceramente non aspettavo altro...
Sono solamente dispiaciuto di non essere riuscito ad aggiornare a dovere "Ideononlogie" in questi pochi giorni tra la fine degli esami e l'inizio delle vacanze.
Avrò la possibilità di utilizzare internet tramite modem 56kb ma il portatile sarà collocato nel soggiorno.. troppo poca la privacy a disposizione... Ricordate? nessuno della mia famiglia sa di questo mio spazio.. non per gelosia.. ma per una scelta precisa fatta all'inizio di questa esperienza unica..
Quindi non mi resta altro che salutare tutti gli amici che hanno arricchito il blog con i loro commenti!
Spero di riuscire ogni tanto a leggere i vostri "cyber-diari" e a lasciare qualche messaggio!
Ci si "rilegge" dopo ferragosto...
... e Buone Vacanze!
- Io -
Purtroppo gli esami non mi hanno permesso di postare immediatamente la notizia del ritiro di AirOne dalla Gara su Alitalia...
Il tentativo da parte del Governo Prodi di Privatizzare il "Bidone di Bandiera" merita certamente un plauso e spero che al più presto (il tempo scarseggia, la benzina pure, i dipendenti no) venga proposta una seconda gara con parametri meno rigidi e diseconomici...
Non si può pretendere che gli operatori del mercato si mettano a fare "Beneficenza all'Italianità": l'acquisto di Alitalia da parte di un altro Vettore (cosa che mi auguro, un fallimento sarebbe pesante per tutti) deve rappresentare un'occasione di sviluppo, non una palla al piede da trascinare nel tempo.
Un'ultima cosa:
"Dipendenti, please, non scioperate".
- Io -
Mi scuso con tutti i lettori del blog per il poco tempo che ho a disposizione in questo periodo.
L'Università ed i suoi (miei) esami imperversano...
Ecco comunque un articolo di Magdi Allam apparso oggi su www.corriere.it e certamente meritevole di attenzione.
Si tratta di un testo che condivido in toto. Inoltre noto una "sottile linea rossa" che lega l'articolo di Allam e questo post dell'amico Dario...
Buona lettura (di entrambi i testi)...
- Io -
Articolo tratto da www.repubblica.it.
di Andrea Camilleri
"I milanesi come reagirebbero se dicessero loro che c’è un progetto avanzato di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate.
E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco?
E i fiorentini, sopporterebbero le trivelle a Santa Croce?
I rispettivi abitanti che ne direbbero di scavi per la ricerca del petrolio a Roma tra i Fori imperiali e il Colosseo, a piazza De Ferrari a Genova, sulle colline di Torino, a piazza delle Erbe, a piazza Grande, lungo le rive del Garda?
Non si sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro essere?
Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, il Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo barocco, una società petrolifera americana, la “Panther Eureka”, è stata qualche anno fa autorizzata, dall’ex assessore all’industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In caso positivo (positivo per la “Panther Eureka”, naturalmente) è già prevista la concessione per lo sfruttamento dell’eventuale giacimento.
In parole povere, questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente, paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad esempio l’aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte in appoggio all’industria turistica, che in Sicilia è ancora tutta da sviluppare.
Poi l’inizio dei lavori è stato fermato, nel 2003, dal Governatore Cuffaro su proposta dell’allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, di Alleanza nazionale, in prima fila in questa battaglia.
Ma è cominciato quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all’ineffabile Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee, voti segreti, vizi di forma e via di questo passo ( ma anche di sotterranee manovre politiche che hanno sgombrato il campo dagli oppositori più impegnati).
E si sa purtroppo come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a concludersi da noi: con la vittoria dell’economicamente più forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell’ambiente, di coloro che accettano le leggi. E i texani, dal punto di vista del denaro da spendere per ottenere i loro scopi, non scherzano.
Vogliamo, una volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l’orrore (sì, l’orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?
Per la nostra stessa dignità di italiani, adoperiamoci a che sia revocata in modo irreversibile quella contestata concessione e facciamo anche che sia per sempre resa impossibile ogni ulteriore iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere, in ogni parte d’Italia, i nostri piccoli e splendidi paradisi. Nostri e non alienabili."
"Finalmente sei tornata.
Era da 24 ore che non ti vedevo, ma ora sei tornata.
Perchè piangi? Non sei contenta? Ci aspettano una ventina di giorni da passare insieme!
Tu ed io, solamente tu ed io.
Come "io chi"? Non ti ricordi di me? Sono il tuo Essere, il tuo IO, quello che non hai mai tempo di ascoltare perchè ti attende una serata di Gala, uno show, una cena, un'intervista...
Finalmente potremo stare insieme, senza flash, fans, attori ed adulatori.
Finalmente potremo fare i conti, finalmente sei sola con te stessa.
Senza trucco, senza inganni".
Personalmente il mio animo vendicativo gioisce della notizia che Paris Hilton debba riprendere a scontare la sua pena in carcere (solo 20 giorni, sigh).
Spero però che colga l'occasione per capire quanto "vuoto" la circondi e di quanta "fuffa" sia la catalizzatrice.
Per il loro bene, personaggi come lei che vivono perchè sono sotto gli occhi di tutti, dovrebbero passare un mese all'anno soli e davanti ad uno specchio.
- Io -
Galeotto fu il cartello e chi lo pose!
Questa sera, tornando con la mia auto verso casa, ho notato per l'ennesima volta quell'orrenda sfilata di cartelli stradali (color verde pisello, scritte in bianco e formato 1m X 2m) che la "Provincia di Como" ha casualmente posizionato quindici giorni prima delle elezioni per il rinnovo del Presidente e del Consiglio Provinciale: tempi certamente non sospetti.
La cosa fantastica è che codesti cartelli sono stati posizionati in prossimità della quasi totalità degli incroci, degli svincoli, dei sottopassaggi, degli spartitraffici (e di ogni altra cosa presente sulle carreggiate comasche) in numero di 2 per ognuno degli elementi stradali citati (uno leggibile dalla corsia di destra e l'altro da quella di sinistra). Naturalmente ogni rotonda è stata attrezzata con 4 cartelli.
Tali pannelloni verdi recano scritte di vario tipo: "Opera realizzata dalla Provincia di Como", "Prossimi lavori di riqualificazione a cura della Provincia di Como", "Prossimo appalto gestito dalla Provincia di Como" e via discorrendo...
Ho sentito dire (e probabilmente la cifra non si discosta da quella veritiera, anche se potrei sbagliarmi) che ogni cartello potrebbe essere costato alla Provincia (che ritengo committente della posa date le scritte riportate) circa 500€. In un raggio di 5km dalla mia residenza ne ho contati almeno una ventina e, se la matematica non è un'opinione, la Spesa sostenuta dalla MIA Provincia potrebbe aggirarsi sui 10.000€ solo per l'installazione dei cartelli presenti nella mia zona.
Mi piacerebbe proprio sapere quanti cartelli di questo tipo siano stati collocati su tutta l'area del Comasco ed a quanto ammonti la spesa che la MIA Provincia ha sostenuto per questa inutile "informazione stradale" effettuata a pochi giorni dalle elezioni.
Tutta questa vicenda non fa che rafforzare un'idea che da parecchio mi ronza in testa: "aboliamo le Provincie e ripartiamo le competenze fra Comuni e Regioni".
A cosa servono? sono solo un costo! Un "Ente Territoriale" deve servire al "Territorio", non a chi ci lavora!
Dimenticavo: "Complimenti Presidente, è stato rieletto".
- Io -